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San Leo - Y

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Nell’era dell’immediatezza dove le parole sono una marchetta studiata a tavolino e la musica è dominata dalla fruizione usa e getta, ecco il disco dei San Leo: Y. Fluido e corposo allo stesso tempo, si oppone al tempo presente e abbraccia un senso circolare perché i brani di Y si riversano l’uno nell’altro come un grande saggio diviso in quattro capitoli. Un lavoro che si presta al molteplice dell’interpretazione facendo sì che l’ascoltatore si perda in questo magma strumentale.
I titoli dei pezzi sono volutamente lunghi e comunque ermetici ed evocativi. Ci sono momenti in cui la chitarra segna un incedere lento trafitto da percussioni sporadiche. L’atmosfera si gonfia di attese e visioni diverse ci salgono dentro come febbre. È il potere dell’attesa creata da pulsazioni minimali e tremolii di chitarre. Qualcosa succede nel sottosuolo, lo si avverte alle radici con le vibrazioni alternate a silenzi. La chitarra accenna deflagrazioni in un climax di aperture nere, luminosissime.  Fino a quando non si viene trascinati in tempeste elettriche dove entrambe gli strumenti prendono parte allo sviluppo del caos.

Musicare il buio come incognita, naufragare in essa e poi, infine, percepirne le coordinate.

 

 

Data pubblicazione

Gennaio 2019

 

Etichetta

Coypu records, È un brutto posto dove vivere, I dischi del minollo, Dreamingorilla, RecTafuzzy Records, Brigadisco Records.

 

Line up

Marco Tabellini (chitarra), Marco Migani (percussioni)

 

Tracklist

Una presenza, una doppia entità nascosta nell’ombra: tra le fenditure del legno risiedeva il riflesso del vero volto

La lama in attesa, la vertigine di un gesto inesorabile, l’eco sinistra delle urla del re

Lasciami precipitare come pioggia di meteore: a me fuoco e distruzione, a me catastrofe e rinascita

Nella risacca udì la voce della mutazione marina, un mormorio di ossa tramutate in conchiglie

 

 

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