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Giovanni Succi - Carne cruda a colazione

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“La carne accade” dice Giovanni Succi. E allora ce la serve così: cruda, fresca e sincera.

Dopo l’onda liquorosa di Con ghiaccio, lavoro uscito nel 2017, ecco Carne cruda a colazione, quarto disco in solitaria senza Bachi da Pietra. Che al cantautore piemontese non piacciano le etichette lo si sapeva già ma ce lo ribadisce shakerando ancora di più i suoi brani in un mix di non genere.

Introduce il lavoro un rappato black molleggiato su punte sintetiche: è Povero zio, con la sua opinione sull’opinione di chi ha sempre un’opinione. Deride i critici e si sposta oltre qualunque linea di demarcazione di genere musicale nella danzereccia Algoritmo. Il pezzo attinge con naturalezza alla cupezza della new wave anni 80. Oltre lo status del disagio, c'è la speranza che il fischio di Grazie per l’attesa seppellisca tutti i radical chic, compreso il loro cellulare. Sul finto romanticismo corrente Melliflui ci tira sopra una colata di umore nero: Succi abbassa il tono di voce e questa, suadente, si sposta sotto un illuminante synth. Un sorriso, poi, si scuce nella fuga dal cemento in direzione stelle nel brano Cabrio. Lenta scivola via su una manciata di accordi di piano. Le percussioni di Arti isolano il parlato di Succi, chiaro e limpido. È la voce della verità, cioè dell’arte o arti, che dir si voglia. Quelli considerati inferiori, sì, ma importanti, o meglio portanti, a sorreggere e portare “più in là di così”.
La poetica di Succi è la poetica del graffito sul muro, voce su base. E nella testa resta il significato. 
‚ÄčIl cantautore ci getta in una spirale strettissima di allegorie, come in La risposta e in Meglio di niente, e poi dall’alto rimane a guardare l’effetto del tritacarne. Sono le sue viscere a parlare, quelle nate e cresciute in Piemonte. Grigia parla di Ale, quell’Alessandria che si lascia trasportare sul tappeto di percussioni morbide e voce appena sussurrata. Poi arrivano quei flashback perfettamente intrecciati alle rime nell’ultimo brano del disco, Balene per me.
Carne cruda a colazione è un tuffo nel Mar Succi, “nel mio mare amaro ma non sono manco triste”. Infatti arriva come una lama a tagliare l’aria fosca tutt’attorno: ci si scrolla le spalle dalla polvere, si smette di sbadigliare e viene voglia di dire "Addio e grazie per tutto il pesce", anzi la carne.

 

Data pubblicazione

Settembre 2019

 

Etichetta

La Tempesta Dischi

 

Credits
Giovanni Succi: parole e musica
Ivan A. Rossi: arrangiamenti, produzione, mix
Registrato da Ivan A. Rossi a Milano (8brr.rec Studio) e Genova (Green Fog Studio), ottobre 2018

 

Tracklist

Povero zio

Algoritmo

Grazie per l’attesa

I Melliflui

Cabrio

Arti

La risposta

Grigia

Meglio di niente

Balene per me

 

 

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