Copyright. All Rights reserved by Elisa des Dorides

quadrato

Camminavo lungo le rive dell’aria​

Intervista a Massimo Zamboni

Il 6 Ottobre a Luzzara, Reggio Emilia, ci sarà la prima proiezione del film Pecore in transito – Meditazione tra inconscio e presente, film sull’arte e la vita di Serafino Valla.
Massimo Zamboni, 
chitarrista dei CCCP e dei CSI, cantautore e scrittore italiano, ne ha curato le musiche ed interpretato la voce. 

 


Un film che ripercorre la vita e il messaggio artistico, umano e sociale lasciato da Valla, pittore, scultore e scrittore nato a Luzzara nel 1919 e vissuto nei territori vicini al Po. Il film, prodotto da Giuseppina Valla e dall’Associazione Il seminatore di Valla, nasce da un progetto di Adriana Dossi e Gigi Corsetti, che hanno curato anche sceneggiatura e regia.
Le opere dell’artista vengono mostrate e raccontate, in un viaggio tra passato e presente, tra sogno e realtà: le immagini portano altrove, nella dimensione dell’ideale. E la musica parla lo stesso linguaggio assoluto dell’ inconsistente, che è così concreto e vitale per l’uomo: la poesia. La stessa poesia che per Serafino Valla ha
 un senso e una funzione fortemente terapeutici.
In questa intervista, Massimo Zamboni parla del suo avvicinamento al pittore e, con la sua esperienza, traccia un primo assaggio della sostanza del film...con la gentilezza e sensibilità che distingue gli artisti che non amano l’appellativo di artista. 

 

 

 

{
{

Ciao Massimo.
 

Parliamo di arte, di pittori che fermano tempo e mondi interiori con le loro opere creando ponti. Proviamo a crearne uno anche tra il tuo passato e presente. Ripensa al periodo del 2004, l’anno della pubblicazione di Sorella Sconfitta, quando iniziavi il percorso da solista: come lo dipingeresti sulla tela delle emozioni?

Non conoscevo Serafino prima di esser entrato in contatto con questo progetto e ho scoperto di essere molto affine a lui. Quel disco definiva un preciso periodo di vita ma il mio approccio alla musica non è cambiato. Ed è un po’ l’approccio, la cifra sotterranea, che caratterizza la pittura di Serafino: quello stare nell’angolo e osservare, con la diminuzione come compagna, con la sensibilità come guida.
Nei suoi quadri si ritrovano questi personaggi con volti celati che si rendono quasi invisibili eppure sono così presenti nel paesaggio, nella natura con cui interagiscono. Compiono delle azioni in perfetta armonia con essa. Diceva Valla: "le teste chine dei miei quadri sottolineano che l'uomo deve guardare in se stesso per avere le esatte proporzioni delle espressioni di tutto ciò che lo circonda".

 

Come sei arrivato al progetto Pecore in transito?

Mi ha invitato a prendere parte al progetto la sorella di Valla. Non conoscevo le opere di Serafino però amo la pittura naif e sono rimasto piacevolmente sorpreso e affascinato.  

 

La contemplazione della natura di Valla, le sue camminate lungo il Po: ritrovi qualche tratto di te in questo suo rifugio solitario?

Beh io abito praticamente in un rifugio in mezzo alle montagne quindi (ride)...Ultimamente ho letto da qualche parte, non ricordo dove, che contemplare significa anche ricordare, tornare alla base naturale. Sì perchè il contatto con la natura riporta l’animo al giardino dell’Eden, ti ricorda che la vita è dono. Come gli elementi che si trovano nei quadri di Valla: disposti quasi in modo seriale, con un ordine saggio e invisibile. 

 

Per interpretare l’anima del pittore hai dato precedenza alla pancia o alla mente? 

Inizialmente ho cercato di ragionare in modo pragmatico: volevo creare un ordine musicale, lo stesso che hanno gli elementi nella pittura di Valla. Non volevo lasciarmi prendere dall’emozione e sconfinare nell’ambito della musica popolare. La musica, altrimenti, sarebbe stata relegata a categoria minore, come è successo e succede per l’arte naif che rischia sempre di cadere in  qualcosa di consunto. Poi, alla fine, tra tutte le proposte che avevo fatto, sono state scelte musiche con suoni più moderni per raccontare la vita dell’artista. E quindi, ecco, la pancia e la mente si sono incontrati. 
 

Villa concepiva l’azione della semina come atto poetico: la natura restituisce la dimensione della purezza e del senso vitale all’uomo… e Massimo dove cerca la poesia nella sua vita?

La poesia è una questione di mancanza o meno di tempo. Il problema è poter osservare a lungo, concedersi il tempo...e poi le parole, così come la musica, alla fine arrivano da sole, in modo naturale. Vivere in un contesto lontano dalla città e dai suoi rumori aiuta: paesaggi, profumi e colori predispongono l’animo alla poesia. E poi cerco di tradurre l’ispirazione in qualcosa da comunicare agli altri...
 

L’arte per Serafino era un invito a guardarsi dentro ma anche un modo per uscire dal labirinto del proprio inconscio. Cos’è per te l’arte oggi?

Cerco di non dare troppe definizioni, soprattutto sull’arte...quello che davvero mi interessa è scavare e comprendere. E’ un lavoro che faccio soprattutto su argomenti che riguardano la condizione umana, i contesti sociali, in particolari quelli della mia terra. 


 

La sonorizzazione di un film non è materia nuova per te, lo hai già fatto con lungometraggi come L’orizzonte degli eventi, Il mio Paese, Velocità massima…qual è la pellicola che hai sentito più vicina a te?

Sono davvero tante le pellicole alle quali ho lavorato, è difficile dire quale sia la mia preferita. So che ognuna mi ha lasciato qualcosa, perchè ognuna ha comportato un profondo studio...Potrei dirti che preferisco i documentari perchè ti risucchiano l’attenzione, approfondiscono gli argomenti talmente tanto che ti obbligano, in qualche modo, a capire, ad andare oltre, immergendoti nelle storie di realtà diverse.  

 

Genere o progetto che vorresti sperimentare in futuro?
Una colonna per film western! Questo sarebbe il mio sogno (ride)... Scherzo ma non troppo...
Beh, ci son tante cose in progetto: un nuovo libro, un nuovo disco… Sono sempre a lavoro!


 

 

{
Create a website